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millegiorni

Guida interattiva · Gravidanza, 15ª settimana

Per uno, e un po'.Nel suo cervello i primi collegamenti; per voi, i chili senza ansia.

La guida della quindicesima settimana. I primi collegamenti tra i neuroni, nel posto in cui meno ve li aspettereste; di cosa sono fatti i chili della gravidanza, e quanti sono quelli giusti per voi; perché "mangiare per due" è un mito; il corpo che cambia, davanti allo specchio; e una tazza di tè, in due.

La sera, in camera da letto, una giovane donna prova un paio di jeans che non si chiudono più e scoppia a ridere; il compagno, seduto sul letto con una tazza di tè, la ascolta sorridendo

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I primi collegamenti

Quindici settimane. Il vostro bambino è lungo una decina di centimetri, quanto un avocado, e pesa intorno ai settanta grammi. Le gambe adesso sono più lunghe delle braccia, le ossa cominciano a indurirsi, e la mano, se trova il cordone, lo stringe.

Il vostro bambino, a quindici settimane

Lungo circa dieci centimetri. Proporzioni indicative: toccate i punti

Illustrazione a collage di un feto di quindici settimane di profilo nel sacco: le dita di una mano stringono delicatamente il cordone vicino alla bocca, le gambe piegate sono più lunghe delle braccia, sotto la pelle trasparente si intuiscono appena le costole

La mano che stringe

Le dita si chiudono intorno al cordone e lo stringono. Il gesto di afferrare compare già verso l'undicesima settimana: è lo stesso che ritroverete alla nascita, quando stringerà il vostro dito.

Ricordate la sala d'attesa di cui vi abbiamo parlato all'undicesima settimana? È una zona del cervello, appena sotto la corteccia, che esiste solo prima della nascita e si chiama sottopiastra: lì, nei prossimi mesi, si fermeranno le fibre che portano le sensazioni, prima di entrare nella corteccia. In queste settimane si allarga in fretta. E si scopre che non è affatto una sala vuota.

È proprio lì, e non nella corteccia, che compaiono i primi collegamenti tra neuroni: le sinapsi. Una sinapsi è il punto in cui un neurone passa un messaggio a un altro. Immaginate due dita che quasi si toccano: nel minuscolo spazio tra loro passa una sostanza chimica, come un biglietto. A quindici settimane, al microscopio, questi primi contatti si possono già contare.

Più a fondo

Nella corteccia vera e propria i collegamenti arriveranno molto più tardi, verso la fine del secondo trimestre: prima i neuroni devono finire di nascere, di arrivare e di sistemarsi. La sottopiastra, intanto, fa da impalcatura: guida le fibre che crescono, le aiuta a trovare la loro strada, ospita i primi neuroni già maturi.

E c'è di più. Quando alcuni ricercatori hanno studiato in laboratorio piccoli frammenti di questo tessuto, nel secondo trimestre, hanno visto i suoi neuroni accendersi da soli, a ondate, senza nessuno stimolo da fuori. Un cervello che si accende prima ancora di avere qualcosa da sentire: come un'orchestra che accorda gli strumenti prima del concerto.

Kostović I, Brain Structure & Function, 2024. Bayatti N et al., Cerebral Cortex, 2008. Moore AR et al., Journal of Neuroscience, 2011; PNAS, 2014.

Leggere la scienza

Perché la fonte è importante?

Quando un genitore cerca informazioni sulla salute del proprio bambino, trova di tutto: il consiglio dell'amica, il post sul forum, l'articolo del giornale, il parere dell'esperto in televisione. Tutte queste voci parlano con la stessa sicurezza. Ma non hanno lo stesso peso. Citare la fonte serve a questo: a farvi sapere da dove arriva un'informazione, e quindi quanto potete fidarvi.

Non tutte le prove valgono uguale

In medicina le informazioni si ordinano in una specie di piramide: in basso quelle più deboli, in alto quelle più solide. Toccate ogni livello per scoprire cosa significa.

↑ più solidepiù deboli ↓

Toccate un livello della piramide.

Perché “a me ha funzionato” non basta

Prendiamo un esempio concreto. Il pianto delle coliche, come abbiamo visto, cala da solo dopo le 8–9 settimane. Immaginate un genitore che inizia a dare delle gocce alla settima settimana: dopo qualche giorno il pianto diminuisce, e il genitore, comprensibilmente, pensa che siano state le gocce.

Ma il pianto sarebbe calato comunque. Senza un confronto con un gruppo di bambini che non ha preso le gocce, è impossibile sapere se hanno fatto qualcosa. Ecco perché gli studi seri confrontano sempre due gruppi: è l'unico modo per separare l'effetto vero dalla coincidenza.

Come si riconosce uno studio affidabile

  • C'è un confronto? Un gruppo che riceve il trattamento e uno che non lo riceve, divisi a sorte.
  • Quante persone ha coinvolto? Più sono, meno è probabile che il risultato sia frutto del caso.
  • È stato controllato da altri esperti? Le riviste scientifiche serie fanno valutare ogni studio da esperti indipendenti prima di pubblicarlo (“revisione tra pari”).
  • Chi lo ha finanziato? Non è un motivo per scartarlo, ma è un'informazione da conoscere.
  • È recente, ed è confermato da altri studi? Un risultato isolato è un indizio; tanti risultati concordi sono una prova.

E perché lo facciamo noi

Citare le fonti è un impegno di trasparenza: vi permette di verificare quello che scriviamo, di portarlo al vostro pediatra, di approfondirlo se volete. Significa anche ammettere i limiti: la scienza si aggiorna, e quando arrivano prove nuove aggiorniamo anche i nostri contenuti.

Non serve che diventiate esperti di statistica. Basta ricordare una domanda, da fare a qualunque consiglio, compreso il nostro: “come lo sappiamo?”

Le fonti aiutano a scegliere, ma non sostituiscono il parere del vostro pediatra, che conosce il vostro bambino.

Che cosa significhi, per lui, questa prima attività, non lo sappiamo. Sappiamo che è il modo in cui il cervello comincia a prepararsi: collegamenti che si provano, si rinforzano, a volte si sciolgono. È una regola che durerà tutta la vita, e che dopo la nascita avrà un motore in più: voi. Ogni sguardo ricambiato, ogni voce che risponde, ogni abbraccio rinforzerà alcuni collegamenti più di altri.

Avete già scelto un nome? Se volete, lo useremo in questa guida.

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Di cosa sono fatti i chili

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Nel resto della guida

  1. 02 Di cosa sono fatti i chili
  2. 03 Per uno, e un po'
  3. 04 Lo specchio
  4. 05 Una tazza, in due

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Fonti

Leggere la scienza

Perché la fonte è importante?

Quando un genitore cerca informazioni sulla salute del proprio bambino, trova di tutto: il consiglio dell'amica, il post sul forum, l'articolo del giornale, il parere dell'esperto in televisione. Tutte queste voci parlano con la stessa sicurezza. Ma non hanno lo stesso peso. Citare la fonte serve a questo: a farvi sapere da dove arriva un'informazione, e quindi quanto potete fidarvi.

Non tutte le prove valgono uguale

In medicina le informazioni si ordinano in una specie di piramide: in basso quelle più deboli, in alto quelle più solide. Toccate ogni livello per scoprire cosa significa.

↑ più solidepiù deboli ↓

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Perché “a me ha funzionato” non basta

Prendiamo un esempio concreto. Il pianto delle coliche, come abbiamo visto, cala da solo dopo le 8–9 settimane. Immaginate un genitore che inizia a dare delle gocce alla settima settimana: dopo qualche giorno il pianto diminuisce, e il genitore, comprensibilmente, pensa che siano state le gocce.

Ma il pianto sarebbe calato comunque. Senza un confronto con un gruppo di bambini che non ha preso le gocce, è impossibile sapere se hanno fatto qualcosa. Ecco perché gli studi seri confrontano sempre due gruppi: è l'unico modo per separare l'effetto vero dalla coincidenza.

Come si riconosce uno studio affidabile

  • C'è un confronto? Un gruppo che riceve il trattamento e uno che non lo riceve, divisi a sorte.
  • Quante persone ha coinvolto? Più sono, meno è probabile che il risultato sia frutto del caso.
  • È stato controllato da altri esperti? Le riviste scientifiche serie fanno valutare ogni studio da esperti indipendenti prima di pubblicarlo (“revisione tra pari”).
  • Chi lo ha finanziato? Non è un motivo per scartarlo, ma è un'informazione da conoscere.
  • È recente, ed è confermato da altri studi? Un risultato isolato è un indizio; tanti risultati concordi sono una prova.

E perché lo facciamo noi

Citare le fonti è un impegno di trasparenza: vi permette di verificare quello che scriviamo, di portarlo al vostro pediatra, di approfondirlo se volete. Significa anche ammettere i limiti: la scienza si aggiorna, e quando arrivano prove nuove aggiorniamo anche i nostri contenuti.

Non serve che diventiate esperti di statistica. Basta ricordare una domanda, da fare a qualunque consiglio, compreso il nostro: “come lo sappiamo?”

Le fonti aiutano a scegliere, ma non sostituiscono il parere del vostro pediatra, che conosce il vostro bambino.

  1. Kostović I. Development of the basic architecture of neocortical circuitry in the human fetus as revealed by the coupling spatiotemporal pattern of synaptogenesis along with microstructure and macroscale in vivo MR imaging. Brain Structure & Function, 2024.
  2. Bayatti N et al. A molecular neuroanatomical study of the developing human neocortex from 8 to 17 postconceptional weeks. Cerebral Cortex, 2008.
  3. Moore AR et al. Spontaneous electrical activity in the human fetal cortex in vitro. Journal of Neuroscience, 2011.
  4. Moore AR et al. Connexin hemichannels contribute to spontaneous electrical activity in the human fetal cortex. PNAS, 2014.
  5. Stiles J, Jernigan TL. The basics of brain development. Neuropsychology Review, 2010.
  6. Institute of Medicine and National Research Council. Weight gain during pregnancy: reexamining the guidelines. National Academies Press, 2009.
  7. Herring SJ et al. Optimizing weight gain in pregnancy to prevent obesity in women and children. Diabetes, Obesity and Metabolism, 2012.
  8. Goldstein RF et al. Association of gestational weight gain with maternal and infant outcomes: a systematic review and meta-analysis. JAMA, 2017.
  9. LifeCycle Project-Maternal Obesity and Childhood Outcomes Study Group (Voerman E et al.). Association of gestational weight gain with adverse maternal and infant outcomes. JAMA, 2019.
  10. Wang L et al. Association of gestational weight gain with infant morbidity and mortality in the United States. JAMA Network Open, 2021.
  11. Pani P et al. Monitoring gestational weight gain: setting up a regional surveillance system in Italy. BMC Public Health, 2023.
  12. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies. Scientific opinion on dietary reference values for energy. EFSA Journal, 2013.
  13. Butte NF et al. Energy requirements during pregnancy based on total energy expenditure and energy deposition. American Journal of Clinical Nutrition, 2004.
  14. Teede HJ et al. Association of antenatal diet and physical activity-based interventions with gestational weight gain and pregnancy outcomes: a systematic review and meta-analysis. JAMA Internal Medicine, 2022.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere di chi segue voi e il vostro bambino. Illustrazioni nello stile millegiorni, generate con AI.

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