Guida interattiva · Gravidanza, 9ª settimana
Il primo tocco.Il tatto si sveglia, e comincia dalla bocca.
La guida della nona settimana. Il primo senso che si sveglia, e perché proprio intorno alla bocca; il gesto con cui, appena nato, il bambino vi cercherà; le provette del primo trimestre, una per una; i gesti semplici con i bambini piccoli di casa; e le paure, da dire ad alta voce in due.

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Il primo tocco

Nelle ultime settimane vi abbiamo raccontato un cervello che si costruisce: le tre stanze, il primo movimento partito dal midollo spinale, i neuroni che si arrampicano verso la corteccia. Fin qui, però, era tutto un lavoro dall'interno verso l'esterno. Questa settimana succede il contrario: per la prima volta, qualcosa che viene da fuori arriva dentro. Comincia il tatto.
È il primo dei sensi a svegliarsi, molto prima della vista e dell'udito. E non si sveglia dappertutto insieme: comincia da un punto preciso, il più piccolo e il più carico di futuro. Intorno alla bocca.
Il primo nervo che arriva alla pelle
Profilo a nove settimane, ingrandito: toccate i punti

Il nervo trigemino
Parte dal tronco encefalico, la base del cervello, e si apre in tre rami: uno verso la fronte e gli occhi, uno verso la guancia e il labbro di sopra, uno verso la mandibola e il labbro di sotto. È il primo nervo sensitivo a raggiungere la pelle.
Più a fondo
Per ora è un riflesso: un circuito breve tra la pelle, il tronco encefalico, cioè la parte più antica del cervello, quella alla base che regola respiro, battito e risposte automatiche, e i muscoli del collo. La corteccia che avete visto nascere la settimana scorsa non c'entra ancora: per sentire nel senso pieno della parola, con la consapevolezza di sentire, servono molti mesi e connessioni che oggi non esistono.
Nelle settimane seguenti la sensibilità si allarga come una macchia d'olio: il resto del viso, i palmi delle mani, la pianta dei piedi, e poi via via tutto il corpo. Lo sappiamo da studi classici sullo sviluppo dei riflessi, confermati dalle osservazioni con l'ecografia dei movimenti del feto.
Da fuori, intanto, il vostro bambino è lungo poco più di due centimetri, quanto un'oliva. La testa è ancora grande quasi quanto tutto il resto, le dita delle mani si sono separate, la piccola coda è scomparsa. E c'è un dettaglio che sorprende quasi tutti: una parte dell'intestino, per qualche settimana, sta fuori dalla pancia, dentro il cordone. Intorno, la casa si sta riorganizzando: la placenta si ramifica come un piccolo bosco di corallo, e il sacco vitellino, che lo ha nutrito nelle prime settimane, sta per passarle il testimone.
Il vostro bambino, a nove settimane
Lungo poco più di due centimetri. Proporzioni indicative: toccate i punti

La testa
Grande quasi quanto tutto il resto del corpo, e piegata sul petto. Sotto la pelle sottile si intravedono i vasi: il cervello, qui dentro, cresce più in fretta di ogni altra cosa.
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Una bocca che vi cerca
Perché proprio la bocca? Per capirlo bisogna fare un salto in avanti di sette mesi, ai primi minuti dopo la nascita.
Appoggiato sul petto della mamma, pelle a pelle, il neonato fa una cosa che le ostetriche conoscono bene: muove la testa a destra e a sinistra, apre la bocca, cerca. Se gli sfiorate la guancia o l'angolo delle labbra, si gira verso il vostro dito, a bocca aperta. Si chiama riflesso di ricerca, ed è il modo in cui un bambino appena nato trova il seno, senza che nessuno glielo abbia insegnato.
Più a fondo
Il riflesso di ricerca non risponde solo al tocco. In uno studio francese, l'odore del seno della mamma bastava a far muovere la bocca e la testa dei neonati, e perfino a farli strisciare un poco verso di lei. Il tatto e l'olfatto lavorano insieme, e indicano la stessa direzione: verso di voi.

Pensateci: prima di vedere, prima di riconoscere la vostra voce, il vostro bambino si staattrezzando per il contatto. È una delle cose che ci piace di più ripetervi, settimana dopo settimana, perché cambia lo sguardo su tutto il resto: un bambino non è un insieme di cellule che crescono da sole, nutrite di zuccheri e ossigeno. È un essere relazionale fin dalle fondamenta, e il suo corpo si costruisce, in ogni dettaglio, in vista dell'incontro.
E il tatto non è un privilegio della mamma. Sfiorare una guancia, tenere un neonato pelle a pelle sul petto, cullarlo, accarezzargli la schiena mentre si addormenta: sono linguaggi che un bambino capisce dal primo giorno, con chiunque si prenda cura di lui. Papà, questo è anche il vostro alfabeto.
Per ora nessuno può toccarlo: è troppo piccolo, e protetto da troppi strati. Ma sta per cominciare a toccare qualcuno, e quel qualcuno è sé stesso. Ve lo raccontiamo la prossima settimana.
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Le provette

Alla prima visita vi hanno prescritto i primi esami del sangue e delle urine: forse li avete già fatti, forse li farete in questi giorni. Ve li raccontiamo, come promesso, senza farne il centro. Sono uno strumento, e tutti insieme dicono una cosa semplice: guardano voi, per proteggere lui.
Le provette, una per una
Gli esami del primo trimestre: toccate una provetta. L'organizzazione può cambiare un po' da una regione all'altra
Cosa cerca
Il vostro gruppo (A, B, AB o 0) e il fattore Rh, positivo o negativo. Insieme si cercano eventuali anticorpi contro i globuli rossi (il test di Coombs indiretto).
Perché si fa
Se la mamma è Rh negativa e il bambino Rh positivo, il corpo della mamma potrebbe imparare a produrre anticorpi contro i globuli rossi del bambino. Si previene con un'iniezione di immunoglobuline anti-D, verso la 28ª settimana, dopo la nascita se serve, e dopo eventi come perdite di sangue.
Se un valore non torna
Essere Rh negative è comune (circa una donna su sette in Europa) e non è un problema: vuol dire solo un controllo in più e la profilassi al momento giusto.
Più a fondo
Gli anticorpi che passano sono di un tipo preciso, le IgG, quelli "di memoria": la placenta ha delle piccole porte fatte apposta per loro. Il passaggio comincia presto e diventa intenso negli ultimi mesi. È anche il motivo per cui, più avanti, vi proporranno alcuni vaccini in gravidanza: proteggono voi, e attraverso di voi il bambino.
Una curiosità: alcuni esami che magari ricordate dalle gravidanze di amiche o sorelle, come quello della rosolia, oggi non sono più raccomandati a tutte; uno nuovo, quello del citomegalovirus, invece sì.
04
Un bacio sulla fronte

Il citomegalovirus ha un nome difficile e un carattere mite. È un virus comunissimo: in un adulto passa quasi sempre inosservato, come un raffreddore leggero o senza nessun disturbo. Il punto è un altro: chi lo prende per la prima volta in gravidanza può trasmetterlo al bambino, e in una piccola parte dei casi può lasciargli dei problemi, soprattutto all'udito.
Più a fondo
Funziona? Uno studio italiano, a Pavia e a Torino, ha seguito centinaia di donne in gravidanza senza anticorpi contro il virus e con un bambino piccolo in casa o al lavoro. A quelle che avevano ricevuto queste semplici indicazioni d'igiene è successo molto più di rado di prendere il virus: poco più di una su cento, contro quasi otto su cento di un gruppo simile che non le aveva ricevute.

Se in casa c'è un fratellino o una sorellina, nessuno deve stargli lontano: ha bisogno, anzi, di sentire che la novità in arrivo non toglie niente a lui. Basta spostare qualche abitudine. E qui il papà ha un ruolo prezioso: i pannolini, i bocconi da assaggiare, il cucchiaio condiviso, possono diventare suoi per qualche mese. Lo stesso vale se lavorate con bambini piccoli, al nido o a scuola: parlatene con chi vi segue.

E il toxoplasma della settimana scorsa? L'esame vi dirà se siete già immuni: se lo siete, i salumi tornano in tavola.
05
Le paure, dette in due

Prima o poi i risultati arrivano: su carta, in una mail, in un'app. E capita a molti di aprirli da soli, magari la sera tardi, di trovare un asterisco accanto a un numero, e di passare la notte a cercare su internet.
Più a fondo
In gravidanza, poi, molti valori cambiano per motivi del tutto normali: il sangue si diluisce, e l'emoglobina scende un poco; alcuni ormoni salgono. Gli intervalli stampati sul referto spesso non tengono conto della gravidanza. Per questo i risultati vanno letti da chi conosce la vostra storia, e non da un motore di ricerca.

Aspettare un risultato, e a volte anche solo l'idea di aspettarlo, accende paure che non hanno bisogno di asterischi. Paure per il bambino, per la mamma, per il futuro. E non sono solo della mamma: una revisione di decine di studi sui papà in attesa ha trovato le stesse preoccupazioni, per il bambino, per la compagna, per il parto, per sé, spesso tenute per sé, con la sensazione di non avere il diritto di dirle.
Ognuno ha il suo modo di attraversare l'attesa: c'è chi ne vuole parlare con tutti, chi si chiude un po', chi si aggrappa alle cose belle. In un piccolo studio danese, le coppie che aspettavano un risultato importante usavano un po' tutte queste strade, alternandole, e nessuna era quella giusta. Quella che aiuta davvero, però, è non restarci da soli.
Questa settimana, insieme
Quando arrivano i referti, apriteli insieme. Leggeteli con calma, segnate su un foglio le righe che non capite e le domande da fare, e portatelo alla prossima visita.
E una sera di questa settimana, provate a dirvi una paura e una speranza a testa. Senza risolvere niente: solo per sentirle ad alta voce. Le paure dette in due pesano meno.
E se doveste ricordare solo poche cose di questa guida, sarebbero queste.
- Verso la fine della nona settimana si sveglia il primo senso, il tatto, e comincia dalla bocca: un tocco leggero intorno alle labbra fa girare la testa.
- È lo stesso gesto con cui, appena nato, cercherà il seno e il vostro viso: il riflesso di ricerca.
- Gli esami del sangue del primo trimestre guardano voi per proteggere lui: gruppo e Rh, emocromo, glicemia, le infezioni che si possono prevenire o curare.
- Contro il citomegalovirus bastano gesti semplici con i bambini piccoli: niente posate o ciuccio in comune, baci sulla fronte, mani lavate dopo il cambio.
- Un valore fuori intervallo non è una diagnosi: leggete i referti insieme, segnate le domande, chiedete a chi vi segue.
- Le paure dette ad alta voce, in due, pesano meno.
La prossima settimana il vostro bambino smette di essere un embrione e diventa un feto, e la sua mano incontra il suo viso. E per voi, una scelta da preparare con calma: lo screening prenatale.
Mille giorni, una settimana alla volta.
La newsletter 1000 giorni segue la vostra settimana di gravidanza e poi l'età del bambino, fino ai due anni.
Fonti
- Humphrey T. Some correlations between the appearance of human fetal reflexes and the development of the nervous system. Progress in Brain Research, 1964; 4: 93–135.
- Müller F, O'Rahilly R. The initial appearance of the cranial nerves and related neuronal migration in staged human embryos. Cells Tissues Organs, 2010.
- Einspieler C, Prayer D, Marschik PB. Fetal movements: the origin of human behaviour. Developmental Medicine and Child Neurology, 2021.
- Hym C, Forma V, Anderson DI et al. Newborn crawling and rooting in response to maternal breast odor. Developmental Science, 2021.
- Palmeira P et al. IgG placental transfer in healthy and pathological pregnancies. Clinical and Developmental Immunology, 2012: 985646.
- Sistema Nazionale Linee Guida, Istituto Superiore di Sanità. Gravidanza fisiologica, parte 1 (LG 1/2023, rev. 2026): screening delle infezioni. DPCM 12 gennaio 2017, Livelli essenziali di assistenza.
- Revello MG et al. Prevention of primary cytomegalovirus infection in pregnancy. EBioMedicine, 2015; 2: 1205–1210.
- Shahar-Nissan K et al. Valaciclovir to prevent vertical transmission of cytomegalovirus after maternal primary infection during pregnancy. The Lancet, 2020; 396: 779–785.
- Dabb C et al. Paternal pregnancy-related anxiety: systematic review of men's concerns and experiences during their partners' pregnancies. Journal of Affective Disorders, 2023; 323: 640–658.
- Lou S et al. Coping with worry while waiting for diagnostic results: a qualitative study of the experiences of pregnant couples. BMC Pregnancy and Childbirth, 2016; 16: 321.
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere di chi segue voi e il vostro bambino. Illustrazioni nello stile millegiorni, generate con AI.